with love,

Alda Merini muore. L’amore è atroce, anche se lei lo cantava, ci credeva davvero, lo viveva e amava a sua volta; ma l’amore è atroce.

Juliette Binoche in Chocolat,

e Jeanne Moureau in Jules et Jim,

mi fanno innamorare (ma questo è l’amore che fa bene).

Jeanne Moreau per i suoi vestiti,

Juliette Binoche per tutta sé stessa, per i dettagli, per il vento del nord.

In questo mese ho guardato tre film direttamente volati in top list, il terzo è Full Metal Jacket, per i primi quaranta famosi minuti, certo, ma anche per Joker, che si porta in testa un elmetto con sù scritto Born to Kill, ma al petto il simbolo della pace; e poi per certe inquadrature che si capisce perché, diciamocelo, Kubrick  prima del regista facesse il fotografo.

kubrick

Pubblicato in: on 4 Novembre 2009 at 7:16 pm Commenti (1)

indovinello

cos’è  che si getta con ardore sulle cose, sulle persone, sugli eventi, che arriva con le vene a bruciare, la fame di vivere, voglioso, l’ingombrante voracità dello stare con i pori aperti, ma poi resta impalpabile come trasparente, inesistente, sottile come un velo, non cambia le cose, le persone, gli eventi, non li tocca e non riesce a farne parte o a intesserci un legame, inutile e senza un valore?

io, sono io.

Pubblicato in: on 24 Ottobre 2009 at 7:21 am Commenti (2)

la locuzione me con voi

non ho fame, o freddo, mentre cammino a pancia vuota nel ghiaccio d’acqua dopopranzo. voglio Lui, solo Lui, ecco cos’ho; Lui che mi pesta il viso e il mio piccolo bagaglio da deridere, ma che mi spinge avanti e dentro me stessa, perché non è un uomo che mi manca, mi manco io, manco nei miei buchi e nelle voragini e nelle crepe di una vita. ti odio ti odio ma sei un confronto da privilegiati e quando non ci sarai ci sarò meno anch’io.

e tu, che non lo capisci da solo, non lo vuoi capire o non ci arrivi, e mi tocca allora scoperchiarmi il dolore, e farla io questa cosa, che in effetti è partita da me e solo a me tocca. sei una cosa passata, vivo di ricordi anche se sei accanto, sei passato come l’Inter di  Radiofreccia che non tornerà, forse ce ne sarà un’altra bella in maniera diversa, ma non la stessa, e sei passato, e fa male, e quando mi deciderò a lasciarci andare, e a lasciare questo dolore rinnegato, forse sarà un boccone in meno di casino.

Pubblicato in: on 21 Ottobre 2009 at 4:28 pm Lascia un Commento

sono finiti i giorni grandiosi

di noi due

Pubblicato in: on 13 Ottobre 2009 at 7:57 am Lascia un Commento

Ingiustizie

Lui fa soffrire me,

io faccio soffrire l’altro.

Ci regaliamo tristezze a vicenda  in questo mondo

Pubblicato in: on 2 Ottobre 2009 at 6:04 pm Lascia un Commento

M’innamoravo di tutto *

di tutto e tutti

ma attenzione a quando mi innamoro di qualcuno perché

ha ciò che non ho io, perché

tappa i miei buchi e allora credo che sia l’uomo per me

lo vorrei per darmi una felicità, una soddisfazione intima che

non mi so dare;

no, ai buchi devo lavorarci da sola, o principalmente da sola.

M’innamoro di qualcuno che ha ciò che vorrei avere?  (un talento artistico, una voce stupenda, o l’energia del vivere, ad esempio)

* Fabrizio De André

Pubblicato in: on 27 Settembre 2009 at 12:49 pm Commenti (2)

good night

nello stomaco suonano i jambé a centinaia

(descrizione della malinconia).

vorrei correre di continuo per non sentire

ma non è sano;

allora vorrei piombare sul letto e restarci inerme

ma neanche questo è sano;

dà noia dover fare la via di mezzo, quella  giusta

comportarsi bene

Pubblicato in: on 23 Settembre 2009 at 7:36 pm Commenti (2)

ardore

per un film, è tanto che non lo sentivo; la Meglio Gioventù, e il Grande Sogno, tutto questa settimana.

E non è mica per la storia sociologica, o il ‘68, o i simboli di qualcosa, o per la spiegazione storica;  è per i personaggi. Mi hanno fatto bruciare d’interesse il petto, la testa, i canali di riproduzione. Ognuno di loro rappresenta qualcosa che sento vicino o che, al contrario, non sono ma avrei voluto essere. Sono uscita da entrambe le visioni febbricitante e, oso dire, felice,  felice che esistano nel cinema. E averle viste a ridosso l’una dall’altra, per caso,  è stato ancora più incisivo.

stanotte non ho dormito, chiedendomi i miei buchi e cosa dovrei farci. (tristezza)

Pubblicato in: on 13 Settembre 2009 at 8:56 am Commenti (5)

Capire quello che vuoi a København

da qualche parte bisogna cominciare

Qualcuno che mi fotografi, per una volta, fotografi me, e non essere sempre io a illuminare della miglior luce gli altri, a immortalarli al meglio che riesco perché abbiano un ricordo (che cerco più originale e pulito possibile) del momento e del luogo e dell’afflato. Qualcuno che prenda l’iniziativa verso me, e non solo verso se stesso, o essere sempre io ad amare gli altri. (forse non ho abbastanza bellezza in me).

Mi sento Nanni Moretti quando dice che lui non balla mai, guarda gli altri ballare; io li guardo e li racconto in un quaderno tutto mio, o in una pellicola digitale, ma spesso non ballo, e mi sento bloccata, e non so perché; perché mi passa solo con i mojito in corpo, ultimamente, ma è triste, a suo modo molto triste.


Il curry, felicità.


“La fortuna di On the road sta infatti in un indizio, un’indicazione stradale, appunto, che prima o poi abbiamo cercato e cerchiamo ancora nelle nostri notti intrappolate da una metropoli,  da un’ansia,  una malinconia. “
(Giorgio Terruzzi)
Pubblicato in: on 23 Agosto 2009 at 11:17 am Lascia un Commento

ora

“avere un po’ di pace che ora non ho

e luce nei miei occhi che ora non ho

una direzione giusta che ora non ho”

(Neffa)

 

profumo di menta
nel vento,
tristezza pulsa
nello stomaco,
sporcizia leggera,
irremovibile e vecchia;
tristezza ancora
voglia di giocare con i kiwido.
(misericordia di pomeriggio)

Pubblicato in: on 13 Agosto 2009 at 11:20 pm Lascia un Commento